Credito d’imposta del 40% per investimenti in beni strumentali

Credito d’imposta del 40% per investimenti in beni strumentali

Credito d’imposta del 40% per investimenti in beni strumentali

Credito d’imposta del 40% per investimenti in beni strumentali

L’Agenzia delle Entrate, tramite la Legge di Bilancio 2021, estende l’usufrutto del credito d’imposta del 40% per investimenti in beni strumentali per imprese e professionisti.

Ecco cosa troverai in questo articolo

Cos’è, chi lo promuove, qual è l’obiettivo

Il Sostegni bis interviene sul credito di imposta per l’acquisto di beni strumentali già prorogato al 2022 dalla Legge di Bilancio 2021. L’obiettivo dell’estensione del credito d’imposta è sostenere e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali al rinnovamento tecnologico e digitale dei processi produttivi delle imprese italiane. In particolare, con la Legge di Bilancio 2021, viene disciplinato il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali: potenziando e diversificando le aliquote agevolative, incrementando le spese ammissibili, ampliandone l’ambito applicativo e infine anticipando la decorrenza dell’innovata disciplina al 16 novembre 2020. Infatti, l’incentivo si applica a spese affrontate dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2022, oppure entro il 30 giugno 2023, a condizione che al 31 dicembre 2022, l’ordine sia stato accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di almeno il 20% della spesa totale.

A chi è destinato, cosa e quanto finanzia

Possono beneficiare del credito d’imposta le imprese ed i professionisti (con riferimento ad alcuni investimenti) residenti in Italia, ma anche le organizzazioni stabili di soggetti non residenti. indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile o dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali. Per i professionisti il credito d’imposta del 6% per gli investimenti in altri beni strumentali materiali è ammesso anche agli esercenti d’arti e professioni.

Qualunque impresa lo richieda dovrà godere di alcune condizioni, infatti il credito non sarà accettato per le imprese in liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale, destinatarie di sanzioni interdittive.

Condizione per avere l’agevolazione in esame sono il rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro e il corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali dei lavoratori.

Il credito d’imposta concerne in misura diversa a seconda del tipo di beni ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione in 3 quote annuali di pari importo; eccezione vale per gli investimenti effettuati nel periodo 16.11.2020 – 31.12.2021 da parte dei soggetti con ricavi / compensi inferiori a € 5 milioni, per i quali il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione in un’unica quota annuale.

Il credito d’imposta spetta nella misura del 10% del costo sostenuto, alle imprese che effettuano:

  1. investimenti in beni strumentali materiali, purché diversi dai beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello Industria 4.0 (indicati nell’allegato A annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232), nel limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di euro;
  2. investimenti in beni strumentali immateriali diversi da software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni connessi a investimenti in beni materiali Industria 4.0 (indicati nell’allegato B annesso alla medesima legge 11 dicembre 2016, n. 232), nel limite massimo di costi ammissibili pari a 1 milione di euro.

ll credito d’imposta del 15% è invece pensato per gli investimenti in strumenti e dispositivi tecnologici destinati alla realizzazione di forme di lavoro agile (come definito ai sensi dell’articolo 18 della legge 22 maggio 2017, n. 81)

Il credito è del 6% per gli stessi investimenti se effettuati dal 1° gennaio 2022 e fino al 31 dicembre 2022, oppure entro il 30 giugno 2023, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione.

Come partecipare

Le imprese ed i professionisti che vogliono avvalersi del Credito d’imposta possono comunicarlo al MISE: questo serve al Ministero per valutare l’andamento e la diffusione della misura, ma non costituisce domanda, non garantisce accesso ai benefici, né può essere causa di diniego. Per usufruire del credito d’imposta, i soggetti interessati devono presentare all’Agenzia delle entrate un’apposita comunicazione nella quale devono essere indicati i dati degli investimenti agevolabili e del credito d’imposta del quale è richiesta l’autorizzazione alla fruizione. La concessione o meno al godimento del credito d’imposta è comunicata dall’Agenzia delle entrate in via telematica mediante un’apposita ricevuta. La ricevuta è resa disponibile nella sezione “Ricevute” dell’area autenticata dei Servizi Telematici dell’Agenzia delle entrate (http://telematici.agenziaentrate.gov.it), cui si accede inserendo le credenziali di accesso (nome utente, password, codice PIN).

Conclusioni

In sintesi, col Credito d’imposta si vuole supportare le imprese che investono in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi destinati a strutture produttive. Possono usufruire delle agevolazioni le imprese residenti nel territorio dello Stato a prescindere dal settore e i professionisti. La Legge di Bilancio 2021 conferma la funzione sempre più diffusa e importante dei crediti d’imposta nel quadro degli incentivi fiscali nazionali ordinando la proroga dei principali in vigore nel periodo 2020.

Livia Cocozza

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