DPCM del 24 ottobre: ancora restrizioni e nuovi obblighi

Arriva con qualche giorno di ritardo la conferma della firma del nuovo DPCM del Governo, con cui si introducono ulteriori norme per limitare la diffusione del Coronavirus.

Il premier Conte interviene sui nuovi, pericolosi numeri del contagio, con un altro provvedimento restrittivo che ha causato e causa ancora grandi malcontenti farla popolazione.

Le nuove misure, che prevedono la chiusura di palestre e piscine e lo stop alle ore 18 per locali e ristoranti, sono ufficialmente valide a partire da lunedì 26 ottobre e per circa un mese, precisamente fino al 24 novembre.

Bar, ristoranti e locali: si chiude alle 18:00

“Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5.00 fino alle 18.00; il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi”.

Rispetto all’ultimo DPCM, la chiusura di queste attività subisce quindi un ampio anticipo di 6 ore e il consumo a sedere passa da 6 persone consentite allo stesso tavolo a 4.

Rimane invece consentita la ristorazione da asporto entro la mezzanotte e il servizio di consegna a domicilio, fermo restando il divieto di consumare nelle vicinanze del locale.

Palestre e piscine chiuse

Molto più duro il provvedimento previsto dal nuovo DPCM nei confronti di palestre e piscine, insieme a “centri natatori, centri benessere, centri termali e stazioni sciistiche”: chiusura completa per tutto il mese a venire.

Le restrizioni allo sport prevedono eccezioni solo per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi, ma salvano lo sport agonistico e all’aperto dove è garantito il distanziamento.

Si fermano quindi anche il calcetto amatoriale e il basket, ma non il tennis e il canottaggio in solitario e si potrà correre nei parchi e andare in bicicletta, mantenendo la distanza di due metri.

Scuola: aumento della DAD

Con la pubblicazione del nuovo DPCM del 24 ottobre cambiano le disposizioni anche per tutte o quasi tutte le scuole.

Nessuna novità per scuola elementare e media, mentre i Dirigenti Scolastici degli istituti superiori dovranno cominciare a pensare ad un’organizzazione flessibile dove la maggior parte della didattica verrà svolta a distanza, con la presenza in classe limitata a poche ore della giornata.

Nelle regioni dove si era già provveduto a disporre e attivare la didattica a distanza al 100% non cambia niente. Nelle altre regioni invece, se prima del DPCM era previsto un sistema al 50%, da martedì 27 ottobre è obbligatorio modificare la percentuale della Dad che non può più essere inferiore al 75%.

Chiusura anche per teatri, cinema, casinò e sale giochi

Con il nuovo DPCM vengono sospese anche “le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo e casinò. Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto”.

Limitazioni per gli spostamenti

Le nuove misure non prevedono, per ora, obblighi veri e proprio in tema di spostamenti tra Comuni e Regioni, che restano comunque consentiti.

Tuttavia viene “ fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune”.

Varato il Decreto Ristori per supportare le attività a rischio

A seguito immediato del nuovo DPCM il governo ha provveduto a varare il cosiddetto “decreto ristori”, che vale complessivamente oltre 5 miliardi di euro.

Questi fondi dovrebbero fornire risorse immediate a beneficio delle categorie penalizzate dalle nuove restrizioni. Ma questo non sembra smorzare le proteste in corso dei gestori, già in forte difficoltà dopo la prima ondata e il primo lockdown in Italia.

Esiste il rischio di un nuovo lockdown?

In considerazione dei numeri di queste ultime settimane, non è escluso che l’Italia subisca un nuovo arresto totale delle attività. Molto dipenderà dall’efficacia delle restrizioni previste da questo ultimo DPCM, il cui effetto sarà quantificabile solo fra qualche settimana. Nel frattempo le Regioni possono, a loro discrezione, imporre lockdown locali per arrestare la curva epidemiologica territoriale, se preoccupante.

Appare evidente come l’intento sia quello di evitare un nuovo stop generale, ma ora come ora questa è una possibilità non così remota e purtroppo, davanti a noi, rimane una grande incognita che scopriremo solo vivendo.

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