Finanziati con un sistema alternativo: il Crowdfunding

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Mai sentito parlare di crowdfunding?

Si tratta di un sistema alternativo ai classici bandi o agevolazioni per il finanziamento di progetti di vario tipo, basato sul supporto della collettività anziché delle istituzioni. Oggi è estremamente diffuso in Europa e anche l’Italia conta migliaia di nuovi casi di crowdfunding ogni anno.

Cos’è il Crowdfunding

Il termine crowdfunding trae la propria origine dal crowdsourcing, vale a dire sviluppo collettivo di un prodotto. Nel nostro caso si riferisce quindi al finanziamento collettivo, proprio come una classica raccolta fondi in cui ciascuno contribuisce come vuole e può. Tutto questo succede, di solito, attraverso una piattaforma web che permette l’incontro e la collaborazione dei soggetti interessati.

È esattamente così che imprenditori, imprese e creativi di ogni genere trovano occasione di dialogare con la crowd, ovvero “la folla”, per tirar fuori nuove idee, raccogliere soldi e perché no? Suggerimenti sul prodotto o servizio che vogliono proporre.

Tipologie di Crowdfunding

Ad oggi è possibile distinguere quattro tipologie principali di crowdfunding, che si distinguono principalmente in termini di regolamento e gestione dei progetti stessi.

 

Il Donation Crowdfunding: la formula originale di raccolta fondi

Si tratta della tipologia più classica, attraverso le persone aderiscono come veri e propri investitori donando, appunto, piccole somme di denaro per sostenere una causa a loro scelta. Parliamo di cifre che vanno da 1 euro a duemila euro, a fronte delle quali gli investitori non si aspettano alcunché in cambio. Proprio per questo, il Donation Crowdfunding è particolarmente calzante quando c’è in ballo una causa “nobile”, di valore collettivo, sociale o morale.

L’equity Crowdfunding

Questa forma di finanziamento presuppone un atteggiamento diverso da parte dell’investitore, perché in cambio del proprio contributo finanziario riceve una quota nel capitale dell’impresa. L’equity crowdfunding consente, attraverso portali online specificamente autorizzati da Consob, di acquistare azioni o quote di società di capitali in un contesto ovviamente controllato. Ecco perché questo specifico modello di raccolta fondi è spesso adottato da piccole start-up in cerca di fondi per il lancio o la sviluppo delle proprie aziende.

Il reward Crowdfunding

Come suggerisce il nome stesso, questa forma di crowdfunding prevede una ricompensa per i soggetti finanziatori, non necessariamente in denaro. Nella maggior parte dei casi infatti questa ricompensa è rappresentata da beni o servizi di cui usufruire al termine del progetto.

Il debt crowdfunding

Questa formula assomiglia più a un vero e proprio prestito di denaro per un progetto. In pratica qui i finanziatori si aspettano di ricevere il denaro che hanno prestato, maggiorato di un interesse. Di solito questa modalità è utilizzata dalle aziende che non vogliono in quel momento cedere le proprie azioni, o da privati che non vogliono (o non possono) chiedere un prestito ad una banca o ad una società di credito immobiliare.

Le migliori piattaforme di crowdfunding

Come già specificato, occorrono piattaforme ad hoc per cercare o donare fondi. Fra le più diffuse e quotate figurano:

Kickstarter

Fondata nel 2009, è la piattaforma di crowdfunding più famosa nel mondo. In Italia è arrivata nel 2015 e oggi è utilizzabile in ben 21 Paesi.

Kickstarter applica un modello misto: donation based e reward based e regge trattenendo una commissione del 5% sulla somma raccolta, ma solo in caso di risultato raggiunto.

Indiegogo 

Fondata nel 2008 in California, segue il modello misto: donation based, reward based e anche equity based, grazie ad un programma di investimenti con MicroVentures. Si può scegliere la formula raccogli tutto nel caso in cui fallisca l’obiettivo. Dal 2016 è possibile acquistare i prodotti finanziati con le donazioni degli utenti. La sezione Marketplace, infatti, aiuta le startup e i piccoli imprenditori anche nella fase di commercializzazione del prodotto, sfruttando la visibilità della piattaforma.

Ulule

Pur essendo più giovane come piattaforma, è fra le più performanti con oltre 21 mila progetti finanziati e più di 2 milioni di utenti iscritti. Il modello di crowdfunding proposto è il reward based, con formula tutto o niente. Le commissioni destinate alla piattaforma variano a seconda dell’importo raccolto, della forma di pagamento e dell’imposte vigenti in cui opera il titolare del progetto.

Mamacrowd

Qui parliamo di una piattaforma pura di equity crowdfunding e perciò più selettiva. Nasce nel 2016, è autorizzata da Consob e predilige gli investimenti in progetti innovativi italiani lanciati da startup e piccole e medie imprese.

 

Eppela 

Si tratta di una piattaforma tutta italiana nata nel 2011. Applica il modello reward based e stabilisce dei limiti di tempo entro i quali raccogliere i fondi ( da 15 giorni a 40 giorni). Trattiene una commissione del 5% sulla somma raccolta, ma solo in caso di raggiungimento dell’importo. Tra le piattaforme aperte all’equity based, Eppela offre l’opportunità del cofinanziamento dei progetti da parte di aziende, fondazioni e istituzioni, fino ad un massimo del 50% del loro budget.

Il crowdfunding in Italia

In tema di crowdfunding l’Italia vanta un primato europeo: è infatti il primo Paese ad essersi dotato di una normativa specifica e organica. La normativa si riferisce alla formula dell’equity crowdfunding ed è stata introdotta nel 2012 tramite il c.d. “Decreto crescita 2.0”, recante “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese” e reso successivamente operativo per mezzo di regolamenti emanati dalla Consob. Nel corso degli anni sono state poi apportate diverse modifiche.

Se il “Decreto Crescita 2.0” apriva il crowdfunding solo alle imprese con la qualifica di ‘start-up innovative‘, nel 2015 il «Decreto Investment Impact» ha consentito l’accesso al crowdfunding anche alle aziende qualificate come ‘PMI innovative‘, oltre a dare la possibilità anche a organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) e alle società che investono prevalentemente in start-up/PMI innovative di collocare online i propri capitali.

A partire dalla Legge di Bilancio 2017 del Senato, il crowdfunding è diventato via via più accessibile anche per tutte le PMI non innovative.

Salvatore Papa SP
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SALVATORE PAPA

Imprenditore \ Autore \ Business Coach. Consulente di Finanza Agevolata e Formatore in ambito Marketing e comunicazione. Supporta startupper anche in franchising.

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