140 milioni di euro di fondi per emergenza covid

Fondi per emergenza covid: 140 milioni per le attività chiuse

140 milioni di euro: arrivano i fondi per emergenza covid

fondi per emergenza covid

Il ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, ha già firmato il decreto per l’avvio dei fondi per emergenza covid per un totale di 140 milioni di euro. 

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140 milioni di euro per le attività chiuse: ecco i fondi per emergenza covid

Innumerevoli sono le attività che sono dovute rimanere chiuse per via delle misure restrittive nel periodo di lockdown per l’emergenza Covid.

Tra queste, quelle che forse ne hanno risentito di più sono le proprio le discoteche (codice ATECO 93.29.10 discoteche, sale da ballo, night club e simili), che non sono mai riuscite a riaprire neanche nei periodi estivi o per periodi troppo brevi. All’interno di questa misura, i soldi destinati a sale da ballo e discoteche ammontano ad un totale di 20 milioni di euro ed ogni discoteca potrà richiedere un fondo perduto fino a 25 000 euro.

Palestre e impianti sportivi o luoghi di cultura quali teatri, cinema, fiere potranno invece richiedere un contributo di almeno 3mila euro e massimo di 12mila euro a seconda di ricavi e compensi certificati nel 2019. Tali finanziamenti sono ulteriori rispetto a quelli già previsti per queste attività nei decreti Ristori e Sostegni.

Beneficiari dei 140 milioni di fondi per emergenza covid

Quelle appena citate sono solo le categorie più ampie ma le attività che si spartiranno i 140 milioni di euro per l’emergenza covid sono molte di più:

47.78.31 Commercio al dettaglio di oggetti d’arte (incluse le gallerie d’arte)

49.39.01 Gestioni di funicolari, ski-lift e seggiovie se non facenti parte dei sistemi di transito urbano o suburbano

56.21.00 Catering per eventi e banqueting

59.14.00 Attività di proiezione cinematografica

79.90.11 Servizi di biglietteria per eventi teatrali, sportivi ed altri eventi ricreativi e d’intrattenimento

82.30.00 Organizzazione di convegni e fiere

85.51.00 Corsi sportivi e ricreativi

90.04.00 Gestione di teatri, sale da concerto e altre strutture artistiche

91.02.00 Attività di musei

91.03.00 Gestione di luoghi e monumenti storici e attrazioni simili

92.00.02 Gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o a gettone

92.00.09 Altre attività connesse con le lotterie e le scommesse

93.11.10 Gestione di stadi

93.11.20 Gestione di piscine

93.11.30 Gestione di impianti sportivi polivalenti

93.11.90 Gestione di altri impianti sportivi

93.13 Gestione di palestre

93.21 Parchi di divertimento e parchi tematici

93.29.10 Discoteche, sale da ballo night-club e simili

93.29.30 Sale giochi e biliardi

93.29.90 Altre attività di intrattenimento e di divertimento

96.04 Servizi dei centri per il benessere fisico

96.09.05 Organizzazione di feste e cerimonie.

Come verranno distribuiti 140 milioni di fondi per emergenza covid

Il contributo massimo previsto per i codici ATECO che potranno chiedere fino a 12mila è così suddiviso:

-3mila euro con ricavi o compensi fino 400mila euro

-3mila euro senza redditi nel 2019 (contributo minimo)

-7.500 euro con ricavi o compensi tra 400mila euro a 1 milione

-12mila euro con ricavi o compensi oltre 1 milione.

L’importo del contributo sarà determinato impiegando una percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del periodo dal 1° aprile 2020 al 31 marzo 2021 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del periodo dal 1° aprile 2019 al 31 marzo 2020. Nel caso di soggetti titolari di partita IVA da un tempo compreso tra il 1° aprile 2019 e il 31 marzo 2020, ai fini del calcolo dell’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del medesimo periodo, conteranno i mesi successivi a quello di attivazione della partita IVA. Pur se non è stato stabilito un importo minino, ma non potrà invece mai essere superiore ai 150mila euro.

Come si potranno ricevere i fondi per emergenza covid

Alla data di presentazione della domanda i richiedenti dovranno:

-essere titolari di partiva IVA

-essere residenti o stabiliti in Italia

-non risultare già in stato di crisi al 31 dicembre 2019, secondo le regole per la concessione degli aiuti di Stato.

Il decreto interministeriale ha stabilito le attività che potranno usufruire del sostegno perché rimaste chiuse almeno 100 giorni (e non più quattro mesi consecutivi come si diceva inizialmente), e le modalità con cui richiederlo. Non abbiamo ancora date certe, ma sarà l’Agenzia delle entrate a comunicare la data da cui sarà possibile richiedere il contributo e le tempistiche in cui questo verrà erogato. L’importo, una volta approvato, verrà accreditato sul conto corrente inserito nella domanda legato al codice fiscale del richiedente. Alternativamente il contributo può essere richiesto come credito di imposta utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite la presentazione del modello F24 attraverso i servizi telematici disponibili sul sito dell’Agenzia delle entrate. Il credito di imposta sarà utilizzabile solo al termine degli accertamenti degli esiti dell’istanza ed in seguito alla comunicazione di riconoscimento del contributo pubblicata nell’area riservata di consultazione degli esiti del portale “Fatture e corrispettivi”.

Conclusioni

Il MISE ha appena approvato il decreto per 140 milioni di euro a sostegno delle attività che sono dovute rimanere chiuse per almeno cento giorni durante l’anno passato. I codici Ateco interessati saranno moltissimi, tra cui le discoteche e le palestre. Le prime avranno un trattamento speciale e potranno richiedere fino a 25mila euro a fondo perduto, mentre per la maggior parte dei codici ateco si parla di 12mila euro. Tale provvedimento è un importante segnale di appoggio a tutte quelle categorie che per legge sono dovute rimanere chiuse e che hanno quindi pagato più di altri settori il prezzo di un anno e mezzo di lockdown più o meno stretto. Il ministro Giorgetti, non esclude che, se necessario, questo fondo possa essere rifinanziato. Appena usciranno verranno date informazioni dettagliate su quando sarà possibile richiedere il contributo.

Livia Cocozza

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