Bandi per la digitalizzazione 2021: finanziamenti in corso per la digitalizzazione delle PMI

Bandi per la digitalizzazione 2021: di cosa si tratta

I bandi per la digitalizzazione emessi da Stato e Regioni, sono una serie di aiuti offerti alle PMI, spesso a fondo perduto. Ma non solo. Esistono altri finanziamenti e vantaggi fiscali, tutti con l’obiettivo di supportare le Imprese nel processo di digitalizzazione e nell’aggiornamento tecnologico. Infatti, il rinnovo delle tecnologie unito agli incentivi e ad una strategia d’impresa proattiva, possono diventare strumenti concreti di un rilancio delle PMI e delle Micro Imprese Italiane.

Prima di entrare nel vivo dell’articolo andiamo a capire cosa si intende per digitalizzazione delle PMI. La digitalizzazione aziendale è una delle tante sfide imposte dall’attuale periodo storico. Digitalizzare, infatti, significa adattare tutti i processi aziendali alle esigenze imposte dall’era digitale, dove velocità d’esecuzione ed efficienza rivestono ruoli cruciali.

Questa operazione si rivela importante soprattutto per le piccole e medie aziende che devono muoversi in un mercato sempre più competitivo e caratterizzato da cambiamenti continui. I consumatori pretendono risultati ottimi in tempi brevissimi e se un’azienda non è in grado di offrire tutto questo, fatica a rimanere a galla. Fortunatamente negli ultimi anni molti imprenditori italiani hanno compreso l’importanza della digitalizzazione. Ciò si deve anche alle agevolazioni statali pensate per chi vuole operare la cosiddetta digital transformation. Sapere cos’è la digitalizzazione, conoscerne i vantaggi e le agevolazioni a disposizione delle aziende è il primo passo per operare un cambiamento efficace.

Ecco cosa troverai in questo articolo

Bandi per la digitalizzazione 2021: che cos’è la digitalizzazione aziendale?

Bisogna fare attenzione a non generalizzare la definizione della digitalizzazione aziendale, altrimenti si corre il rischio di limitare la visione delle sue potenzialità.

Digitalizzare vuol dire:

  • Semplificare e risparmiare utilizzando la tecnologia con soluzioni diverse a secondo delle proprie necessità.

  • Abbandonare strumenti tradizionali, cosiddetti analogici, al fine di snellire flussi di lavoro e automatizzare attività e procedure, siano esse legate alla produzione e alla distribuzione di prodotti e servizi, al marketing e vendite, al customer care, siano esse pertinenti all’ambito della gestione documentale del materiale amministrativo, contabile e fiscale.

  • Dematerializzare i luoghi fisici per comunicare e condividere informazioni in tempo reale, in un unico ambiente connesso e collaborativo anche da remoto. La digitalizzazione aziendale porta con sé nuove modalità partecipative e spazi di lavoro aperti, non più limitati a un particolare contesto, alla scrivania o all’ufficio, ma condivisibili a distanza (riunioni in videoconferenza all’assistenza clienti via chat, alle interazioni nelle piattaforme di Social Networking dedicate ai dipendenti, ai collaboratori esterni e ai clienti). Questo inteso anche come sistema di archiviazione e conservazione elettronica, rappresenta un guadagno in efficienza, rapidità e pieno controllo del flusso dei dati.

  • Correggere e ottimizzare quei processi critici sulla base di dati effettivi ricavati da analisi intelligenti e con nessun margine di errore.

In sintesi la digitalizzazione aziendale è una trasformazione globale che:

  • automatizza l’intera gestione aziendale;

  • crea nuovi canali di condivisione e vendita;

  • raccoglie, elabora e sincronizza dati per la gestione dei cicli produttivi, della movimentazione e distribuzione delle merci.

Bandi per la digitalizzazione 2021, la digitalizzazione delle PMI: quali sono i vantaggi?

Come abbiamo accennato, la digitalizzazione è un processo fondamentale per le piccole e medie imprese, che devono lottare ancora più duramente per imporsi sul mercato. Le loro risorse sono minori rispetto a quelle di una grande azienda: occorre gestire capitali in modo più attento e consapevole.

La digitalizzazione si rivela quindi una scelta necessaria, capace di apportare tanti vantaggi in un’azienda, eccone alcuni:

  • Performance: è evidente che realtà più mature dal punto di vista della digitalizzazione ottengano performance economico-finanziarie migliori.

  • Efficienza: la digitalizzazione si accompagna solitamente a un aumento delle prestazioni complessive di macchinari e impianti produttivi, a una riduzione dei consumi, all’ottimizzazione delle scorte.

  • Continuità operativa: i processi digitalizzati sono il fondamento della business continuity, ovvero della capacità dell’azienda di continuare a svolgere le proprie attività anche a fronte di eventi avversi.

  • Agilità: la digitalizzazione dei processi assicura alle aziende, e alle PMI in particolare, la capacità di adattare in modo rapido il business alle mutevoli esigenze del mercato e all’evoluzione dell’ambiente competitivo.

  • Competitività: l’eCommerce e il business online rappresentano un boost, ovvero un acceleratore dei processi di internazionalizzazione ed espansione in nuovi mercati.

  • Collaborazione: digitalizzare significa mettere dipendenti e manager, ma anche i partner di filiera, in condizione di collaborare in modo proficuo e ricco, spesso in tempo reale.



Bandi per la digitalizzazione 2021, la digitalizzazione delle PMI: la situazione delle PMI italiane

Stando al DESI (Digital Economy and Society Index), l’indice ideato dalla Commissione Europea per misurare i progressi compiuti dai Paesi UE in termini di transizione digitale, la digitalizzazione delle PMI in Italia è a livelli inferiori alla media europea. L’Italia, infatti, si piazza al terzultimo posto tra i 28 membri dell’Unione in quanto a digitalizzazione della società e delle attività produttive, con un punteggio di 43,6 (la media UE si attesta a 52,6). Solo una PMI su 10 vende online (contro una media del 18% a livello europeo) mentre solo il 22% utilizza i social media (la media UE è del 25%).

L’ultimo Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano stima che su circa 4,4 milioni di imprese attive in Italia, le realtà di piccole e medie dimensioni rappresentino circa il 5% del totale (220mila unità). Occupano, inoltre, il 34% della popolazione produttiva nazionale, contribuendo a generare il 41% del fatturato e il 38% del valore aggiunto del Paese.

Il documento evidenzia che ben 9 PMI su 10 oggi gestiscono in maniera elettronica almeno una parte dei documenti aziendali e ben il 69% utilizza servizi in cloud.

I ritardi nella digitalizzazione delle PMI sono notevoli soprattutto in alcune aree: Big Data (solo il 12% delle PMI italiane ha messo in atto progettualità di questo tipo), security (implementata dal 37% circa del campione) e infrastrutture tecnologiche avanzate. Solo una PMI su tre (il 36%) è dotata di un ERP, mentre un altro terzo (il 33%) non ha intenzione di introdurlo a breve.

La pandemia da Covid 19 ha sicuramente accelerato i percorsi di trasformazione digitale nelle PMI per quanto riguarda alcune aree specifiche come lo Smart Working e l’eCommerce. La sfida dei prossimi mesi sarà riuscire a fare il salto di qualità, passando da un approccio di digitalizzazione reattiva all’emergenza a un vero e proprio approccio strategico alla digitalizzazione delle PMI.

Bandi per la digitalizzazione 2021: le agevolazioni

Diverse sono le opportunità che il Governo mette a disposizione delle PMI che vogliono innovare il business in ottica digitale. Una panoramica completa di agevolazioni e incentivi si trova sul sito del MISE (Ministero dello Sviluppo Economico), che attribuisce particolare importanza alla digitalizzazione delle PMI italiane, identificandola come un viatico per competere in modo più efficace sui mercati nazionale e internazionali.

A Partire dal 15 novembre sono stati erogati diversi Fondi rivolti allo sviluppo digitale delle PMI, tra cui:

  • 60 MILIONI disponibili dal 23.11.2021 per il bando per la digitalizzazione attraverso tecnologie innovative

  • Fondo perduto al 100% per avanzare l’intelligenza artificiale, i dati e la robotica e l’automazione per l’ottimizzazione delle catene del valore di produzione e servizi, ottimizzazione di prodotti, servizi, processi, per aumentare la competitività, migliorare le condizioni di lavoro e la sostenibilità ambientale e sostenere l’economia europea utilizzando l’intelligenza artificiale, i dati e tecnologie di robotica. 

  • Bando per sistemi digitali e dispositivi innovativi per il Green Deal

  • 28,5 MILIONI disponibili dal 23.11.2021 per il bando rivolto all’introduzione e/o all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle imprese italiane.

  • Bando per la digitalizzazione di imprese e progetto attraverso l’utilizzo di robot con funzionalità e capacità avanzate

  • Bando per le tecnologie abilitanti, ovvero per la creazione e l’utilizzo di tecnologie capaci di abilitare hardware, informatica e tecnologie di elaborazione dati alle future infrastrutture

  • 60 MLN disponibili per la creazione e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per l’empowerment umano

  • 50 MLN per i BIG DATA. Il bando eroga un fondo perduto al 100% per creare metodi al fine di sfruttare dati e conoscenze per risultati estremamente precisi (analisi, previsione, supporto alle decisioni), riducendo la complessità e presentando intuizioni in modo comprensibile 

  • 205 MLN per favorire lo sviluppo e l’adozione delle tecnologie e delle infrastrutture di calcolo e di dati di prossima generazione al fine di realizzare il mercato unico europeo dei dati con i corrispondenti spazi di dati e un ecosistema di intelligenza artificiale affidabile.

Questi sono i bandi principali rivolti a favorire la digitalizzazione delle PMI, esistenti e in costituzione, pubblicati nel mese di novembre 2021. Ovviamente tali bandi vengono recepiti a livello regionale, e adattati dalle stesse Regioni.

Bandi per la digitalizzazione delle PMI: conclusioni

Non ci resta che concludere con una citazione di Giorgio Ceragioli: “Oggi la tecnologia sta mettendo a disposizione gli strumenti per sanare questa contraddizione del mondo industriale, purché lo si voglia: perché la tecnologia da sola non può né liberare né rendere schiavi; essa deve essere capita, guidata, impiegata verso gli obiettivi che ci interessano”.

Giorgio Ceragioli

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