Resto al sud Commercio

Resto al sud esteso anche al settore del Commercio

Resto al sud esteso anche al settore del Commercio

resto al sud

Invitalia estende il finanziamento Resto al sud anche al settore del commercio. 

Ecco cosa troverai in questo articolo

Resto al sud, il quadro generale

Resto al Sud è il bando promosso dal Ministero dello sviluppo economico MISE tramite Invitalia. Supporta la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali e libero professionali nel sud del paese, in particolare in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia ed alcuni comuni delle regioni del centro Italia che negli ultimi anni sono state interessate da terremoti (Lazio, Marche, Umbria).

I fondi disponibili ammontano a 1 miliardo e 250 milioni di euro e non ci sono né scadenze né graduatorie perchè le richieste vengono valutate in base all’ordine cronologico di arrivo. L’incentivo è oggi destinato a chi ha un’età compresa tra i 18 e i 55 anni, ma alla sua nascita il finanziamento era pensato soltanto per persone fino ai 35 anni.

Il successo di Resto al Sud sta rendendo quest’agevolazione sempre più richiesta ed estesa a varie categorie di persone ed attività.

Tre giorni fa, il 2 novembre, l’incentivo “Resto al Sud” è stato finalmente esteso anche al commercio. Infatti fino ad ora, la voce G “Commercio all’ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli e motocicli” è stata esclusa dalla possibilità di chiedere il finanziamento, con grande malcontento di una grossa fetta dell’imprenditoria del sud Italia, che proprio sul commercio e la vendita al dettaglio basa buona parte del suo sistema economico. “Tale scelta, approvata in queste ultime ore alla Camera – commenta il presidente regionale Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti – costituisce un’ottima prospettiva nel segno della ripresa e della resilienza che caratterizza la delicata fase della ripartenza anche nella nostra isola”.

Resto al sud, la novità: esteso anche al settore commercio

Tre giorni fa, il 2 novembre, l’incentivo “Resto al Sud” è stato finalmente esteso anche al commercio. Infatti fino ad ora, la voce G “Commercio all’ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli e motocicli” è stata esclusa dalla possibilità di chiedere il finanziamento, con grande malcontento di una grossa fetta dell’imprenditoria del sud Italia, che proprio sul commercio e la vendita al dettaglio basa buona parte del suo sistema economico. “Tale scelta, approvata in queste ultime ore alla Camera – commenta il presidente regionale Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti – costituisce un’ottima prospettiva nel segno della ripresa e della resilienza che caratterizza la delicata fase della ripartenza anche nella nostra isola”.

I traguardi di Resto al sud

Resto al Sud è diventato un aiuto concreto (contributo a fondo perduto e finanziamento bancario garantito a tasso zero) per i soggetti compresi tra i 18 e i 55 anni che scelgono di avviare un’attività imprenditoriale o professionale nel sud Italia.  

Solo a settembre di quest’anno sono stati approvati più di 440 progetti stabilendo così il record mensile dalla sua partenza nel gennaio 2018. Sono quasi 10.000 le iniziative complessivamente ammesse ai finanziamenti in poco più di tre anni e mezzo.

Si consolida, dunque, l’efficacia del mix agevolativo fornito alle imprese che vogliono avviare o rafforzare il proprio business: un contributo a fondo perduto e un prestito bancario a tasso zero, assistito dal Fondo di garanzia di Mediocredito Centrale.

Resto al Sud prevede una copertura finanziaria pari al 100% dei costi di avvio delle nuove iniziative avanzate dagli under 56 residenti nel Mezzogiorno e nelle aree del cratere sismico del Centro Italia, a cui presto si aggiungeranno le isole minori del Centro-Nord.

Gli investimenti già attivati sono complessivamente pari a 690 milioni di euro, a fronte di 400 milioni di finanziamenti già erogati, per una ricaduta occupazionale che arriva i 37.000 nuovi posti di lavoro! Risultati così considerevoli sono legati anche a tempi di risposta quasi sempre inferiori ai 60 giorni previsti dalla normativa di riferimento.

Il record di progetti approvati a settembre, insieme al trend crescente di domande presentate durante tutto l’anno, avvalorano la vivacità imprenditoriale delle aree economicamente meno sviluppate del Paese, alimentata anche dalla volontà di essere parte attiva della ripresa economica post-Covid.

 

 

 

Livia Cocozza

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