Il MISE per le Imprese dell’economia sociale

Il MISE per le Imprese dell’economia sociale

Il MISE per le Imprese dell’economia sociale

Il MISE per le Imprese dell’economia sociale: il consolidamento delle imprese italiane che praticano attività senza scopo di lucro

Ecco cosa troverai in questo articolo

Cos’è

La misura Imprese dell’economia sociale è un finanziamento del Ministero dello sviluppo economico MISE che nasce con l’obiettivo di promuovere e consolidare le imprese italiane che praticano la loro attività senza scopo di lucro, svolgono funzioni di utilità sociale e che nel loro agire sono mosse da principi quali la reciprocità, la solidarietà e la democrazia.

A chi si rivolge

Le agevolazioni sono rivolte alle Imprese sociali (art. 1 del d.lgs. 112/2017) – purché costituite in forma di società (di persone o di capitali); alle Cooperative sociali (legge 381/1991); alle Società cooperative con qualifica di ONLUS (d.lgs. 460/1997). Tali imprese con sede in Italia dovranno, al momento della domanda, avere determinati requisiti:

  • essere regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese e inserite negli elenchi, albi, anagrafi previsti dalla rispettiva normativa di riferimento;
  • essere in regime di contabilità ordinaria;
  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali;
  • essere in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia ed urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente ed in regola con gli obblighi contributivi;
  • aver ricevuto una positiva valutazione del merito di credito da parte della banca finanziatrice e disporre di una delibera di finanziamento adottata dalla medesima banca finanziatrice per la copertura finanziaria del programma di investimenti proposto.
Il MISE per le Imprese dell’economia sociale

Cosa finanzia

Le agevolazioni alle imprese per la diffusione e il rafforzamento dell’economia sociale devono riguardare piani d’investimento da un minimo di 200.000 euro ad un massimo di 10.000.000 di euro. Tali finanziamenti devono essere necessariamente utilizzati nel perseguimento di almeno uno dei seguenti obiettivi:

  • incremento occupazionale di categorie svantaggiate;
  • inclusione sociale di soggetti vulnerabili;
  • raggiungimento di specifici obiettivi volti alla salvaguardia e valorizzazione dell’ambiente, del territorio e dei beni storico-culturali;
  • conseguimento di ogni altro beneficio derivante da una attività di rilevante interesse pubblico o di utilità sociale in grado di colmare uno specifico fabbisogno all’interno di una comunità o territorio attraverso un aumento della disponibilità o della qualità di beni o servizi.

I programmi di spesa devo inoltre essere:

  • compatibili con le finalità statutarie dell’impresa proponente;
  • ricadere nell’ambito dei settori di attività sociale relativi a ciascuna tipologia di impresa beneficiaria secondo le disposizioni della disciplina sociale vigente;
  • funzionali all’attività di interesse generale esercitata dall’impresa nell’ambito dei settori d’appartenenza.

Le spese sostenute nell’ambito dei programmi d’investimento per essere ammissibili devono essere necessarie alle finalità del programma di investimento proposto, sostenute dall’impresa beneficiaria, a partire dalla data di presentazione della domanda e relative all’acquisto di beni e servizi rientranti nelle seguenti categorie (tenuto conto di quanto specificato all’art. 5 del decreto ministeriale 3 luglio 2015):

In particolare, le agevolazioni riguarderanno le spese effettuate dopo la presentazione della domanda e dovranno essere coerenti e funzionali alla messa in atto nel progetto proposto e dovranno riguardare l’acquisto dei seguenti beni o servizi:

  • suolo aziendale e sue sistemazioni;
  • fabbricati, opere edili / murarie, comprese le ristrutturazioni;
  • macchinari, impianti ed attrezzature varie nuovi di fabbrica;
  • programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa; brevetti, licenze e marchi;
  • formazione specialistica dei soci e dei dipendenti dell’impresa beneficiaria, funzionali alla realizzazione del progetto;
  • consulenze specialistiche, quali studi di fattibilità economico-finanziaria, progettazione e direzione lavori, studi di valutazione di impatto ambientale;
  • oneri per le concessioni edilizie e collaudi di legge;
  • spese per l’ottenimento di certificazioni ambientali o di qualità;
  • spese generali inerenti allo svolgimento dell’attività d’impresa.

Il finanziamento agevolato avrà una durata di 15 anni con un periodo di preammortamento di 4 anni al massimo a tasso agevolato dello 0,5% annuo. A questo andrà associato un finanziamento bancario di pari durata, ma secondo il tasso d’interesse della banca, individuata in un elenco di quelle che hanno aderito alla Convenzione tra il Ministero dello sviluppo economico, l’Associazione Bancaria Italiana e Cassa Depositi e Prestiti del 28 luglio 2017″ (pdf).

Ad ogni modo i due finanziamenti vengono disciplinati da un unico contratto guidato dalla banca finanziatrice per una copertura delle spese ammissibili pari all’80% dell’importo totale del piano d’investimento, di cui il 70% a titolo di finanziamento agevolato e il 30% di finanziamento bancario.

Come presentare la domanda

Per essere ammesse a tale finanziamento, le imprese richiedenti devono aver ricevuto positiva valutazione del merito di credito da una banca precedentemente selezionata tra quelle convenzionate col MISE. La domanda può essere redatta esclusivamente in formato elettronico tramite la compilazione dell’Allegato A e previa sottoscrizione del legale rappresentante dell’impresa con firma digitale e poi inviata tramite PEC all’indirizzo es.imprese@pec.mise.gov.it., insieme ad ulteriori allegati: Allegato B – piano progettuale, valutato positivamente dalla banca finanziatrice; Allegato C – dichiarazione sostitutiva d’atto notorio relativa la dimensione d’impresa;

Allegato D – dichiarazione sostitutiva d’atto notorio relativa al cumulo delle agevolazioni; dichiarazioni sostitutive di atto notorio in merito ai dati necessari per la richiesta delle informazioni antimafia; copia del documento d’identità del firmatario della domanda o copia dell’atto di procura qualora la domanda sia stata firmata da un procuratore; delibera di finanziamento adottata dalla banca finanziatrice attestante la capacità economico-finanziaria dell’impresa; allegato tecnico alla delibera di finanziamento, nel quale la banca finanziatrice evidenzia l’impatto socio-ambientale del programma di investimento.

Le agevolazioni saranno concesse fino ad esaurimento dei fondi disponibili previa tempestiva comunicazione da parte del Ministero competente

Conclusioni

Il MISE ha stanziato dei soldi per il finanziamento agevolato di Imprese Sociali che siano costituite nelle seguenti forme giuridiche: Impresa sociale, Cooperativa sociale, Società cooperativa con qualifica di ONLUS. Tali imprese potranno richiedere da un minimo di 200 000 euro ad un massimo di 10 000 000 di euro per progetti che puntano all’incremento occupazionale di categorie svantaggiate, all’inclusione sociale di soggetti vulnerabili, al raggiungimento di specifici obiettivi volti alla salvaguardia e valorizzazione dell’ambiente, del territorio e dei beni storico-culturali o al conseguimento di ogni altro beneficio derivante da una attività di rilevante interesse pubblico o di utilità sociale. Tali agevolazioni risultato particolarmente vantaggiose ed innovative anche alla luce della nuova Riforma del Terzo Settore, alla quale gli enti e le imprese dovranno presto scegliere se aderire e che prevede un riordino ed una revisione complessiva della disciplina vigente in materia, sia civilistica che fiscale, definendo, per la prima volta, il perimetro del cd. Terzo Settore e, in maniera omogenea e organica, gli enti che ne fanno parte. L’adesione alla Riforma risulta particolarmente vantaggiosa per le imprese più grandi. L’approvazione della domanda di finanziamento potrebbe quindi essere utile per ampliarsi e rendere la partecipazione alla Riforma conveniente e fruttuosa.

Livia Cocozza

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