La nuova "moda" delle Srls. Ma convengono davvero? - SalvatorePapa

La nuova “moda” delle Srls. Ma convengono davvero?

Perché le Srls sono così di moda? C'è realmente un vantaggio economico dietro questa forma societaria?

La Società Responsabilità Limitata Semplificata, detta “Srls”, può essere considerata una variazione ridotta ed indebolita della società a responsabilità limitata SRL classica. Ma siamo sicuri convengano davvero? La verità è che questo tipo di modello può essere vantaggioso -o non esserlo affatto- a seconda di caratteristiche interne o di condizioni esterne.

Ecco cosa troverai in questo articolo

Pro e contro delle Srls

È sicuramente un punto a favore il basso capitale sociale necessario ad iniziare l’attività: una Srls può essere costituta anche con un solo euro di capitale che va versato all’atto notarile. Secondo elemento vantaggioso sono gli assenti costi di costituzione: secondo la legge, la Srls non comporta onorari notarili, ovvero il notaio non percepisce compensi per l’attività svolta nella costituzione di Srls. Infine, come si evince dal nome, la responsabilità è limitata, per cui con poca perdita iniziale si ottiene una società nella quale i soci non rispondono dei debiti sociali se non con il capitale che hanno originariamente investito.

Vediamo ora quali sono le ragioni per cui costituire una Srls potrebbe invece non essere la scelta migliore. Innanzitutto, va valutato che i costi di gestione sono identici a quelli di una SRL ordinaria e dunque il sostentamento della società costa la stessa cifra a prescindere che sia una SRL o una Srls. Le Srls non godono poi di agevolazioni fiscali e quindi non usufruiscono di aliquota agevolata nemmeno per i primi anni o al di sotto di un certo fatturato. 

Altra condizione di svantaggio è che le Srls non sono per legge obbligate ad avere uno statuto o atto costitutivo e questo le rende non “personalizzabili”, ovvero i soci non possono personalizzare le clausole secondo i loro bisogni e devono sottostare a regole predefinite per la gestione della società. 

Il che crea diverse complicazioni: innanzitutto non prevede un limite di durata, e dunque per legge ogni socio ha diritto di recesso arbitrariamente, senza giustificazioni e in qualsiasi momento; non sono contemplati meccanismi di prelazione o clausole di gradimento, dunque ogni socio è completamente libero su ciò che fa con la sua quota, fino a venderla ad un soggetto estraneo senza consultazione né consenso degli altri soci; non è possibile includere clausole arbitrali o conciliazioni: ogni eventuale controversia dev’essere risolta all’interno di un tribunale, con tutti i costi e le tempistiche relative. Inoltre, le Srls non prevedendo trattamento di fine mandato o forme assicurative a sostegno degli amministratori, sorgono spesso difficoltà al momento del pagamento di questi ultimi per il loro lavoro. Data l’esiguità della sua organizzazione, la Srls, rispetto ad altre società fanno più difficoltà ad accedere al credito da parte delle banche. Chi apre una Srls deve considerare che il capitale non può superare i 9.999 euro e dunque, la società non soddisfa i requisiti minimi spesso stabiliti da enti pubblici e privati per la partecipazione a gare o ad appalti. 

Ultima condizione sfavorevole è che i soci possono essere solo persone fisiche, non persone giuridiche. Quest’elemento fa si che non possano essere utilizzati moderni strumenti societari di controllo, come le holding, anche in un’ottica di risparmio dei costi.

Le statistiche

Apparse nel 2012, le Srls sono una forma giuridica societaria in costante crescita. La formula “agile” per il basso capitale iniziale, l’assenza di costi di costituzione e la responsabilità limitata, convince molte persone. Secondo le statistiche di Unioncamere – Infocamere, nel 2012 le Srls erano poco più di 4000 ovvero 1,6% del totale delle società di capitali. Nel 2017, in soli 5 anni, le Srls sono diventate 174.581, ovvero il 10,6% del totale delle società di capitali. Tale crescita esponenziale è stata seguita da una diminuzione del 16% delle ditte individuali, proprio perché molti le ritengono due alternative possibili e vedremo più avanti perché.

Ma chi è che sceglie la formula Srls? Una su quattro è stata aperta da un under 35, una su tre da una donna, una su dieci da uno straniero, proprio perché la prima cosa che interessa a chi apre un Srls è correre meno rischi possibili senza rinunciare alla competitività. 

La tendenza generale è che all’interno della Srls lavorano prevalentemente solo i soci, difatti nel 2017 le Srls hanno impiegato 276.374 persone, che divise per il numero di Srls, faceva circa 3 persone ognuna. Dati molto diversi da quelli delle Srl che hanno una media di 9 dipendenti.                                                  Nel nostro paese c’è anche una caratterizzazione geografica: la maggior parte delle Srls hanno sede nel sud Italia e nelle isole e solo un terzo al nord, ma la regione con più Srls è il Lazio.                                                                                                      Nonostante i dati sembrino incoraggianti, c’è un lato oscuro su queste società: ad inizio 2016 il 42% delle Srls presentava un bilancio in perdita e di queste il 64% aveva una perdita superiore al capitale sociale. 

Quando è quindi vantaggioso scegliere la formula di Srl Semplificata? Gli esperti sono abbastanza concordi nell’affermare che la realtà Srls ha senso di esistere per un periodo iniziale e se poi si trasformano in SRL tradizionali, azzerando i risparmi iniziali e sostenendo costi ulteriori. Lo statuto e l’accesso ai crediti bancari sono condizioni di cui qualunque società ha bisogno nel lungo periodo.

Le differenze fra Srls, SRL e Ditta Individuale

La ditta individuale è la forma giuridica più agevole e meno costosa perché, per la sua costituzione, l’unica cosa richiesta è l’apertura della partita IVA. La ditta individuale è l’impresa che fa riferimento a un solo titolare, l’imprenditore, che è anche l’unico responsabile e promotore della sua iniziativa imprenditoriale. Non c’è una quantità minima di capitale iniziale da investire ed essendo lui l’unico “responsabile” di tutto il processo imprenditoriale, il rischio d’impresa ricade solo su di lui. 

Ci sono varie cose che la distinguono da una SRL, a partire dall’ammontare degli investimenti iniziali: nel caso di investimenti elevati, che possano richiedere anche un maggior ricorso al capitale di terzi, allora la Srl potrebbe dimostrarsi più adeguata allo scopo in quanto rende più semplice l’accesso al credito e ad altre forme di sostentamento quali l’equity crowdfunding.               

Altra differenza importante è nella flessibilità: la ditta individuale ha una struttura ed organizzazione molto più leggera rispetto ad una SRL. Per l’avvio e la chiusura di una ditta individuale sono sufficienti 24 ore e non devo essere adempite formalità particolari, mentre la SRL richiede l’intervento di un notaio e l’applicazione dello statuto. Inoltre, gli adempimenti contabili di una ditta individuale sono di gran lunga minori rispetto a quelli richiesti da una contabilità di una Srl. Tematica molto dibattuta è quella delle tasse: la minore tassazione millantata per Srl o Srls è solo una faccia della medaglia. Una minore tassazione a determinate condizioni comporta spesso un maggiore dispendio di denaro in quanto all’imposta sugli utili al 24% va poi aggiunta un’altra tassazione pari al 26% del percepito e a titolo di imposta (Ndr. Novità Legge di bilancio 2018).

Una volta fatte queste distinzioni, si può tornare a parlare di Srls e ricapitolare brevemente differenze con la SRL:

  • La Srls non comporta alcun costo per il notaio mentre rimangono in essere tutti gli altri costi di registro, bolli e registrazione presso la Camera di Commercio
  • La Srls prevede uno statuto pre-determinato che non consente modifiche per personalizzazioni. Questo è un grosso disagio perchè non permette la regolamentazione dei rapporti tra i soci
  • La Srls non consente il finanziamento soci infruttifero. Questo significa che i soci non possono immettere soci nella società a titolo gratuito per finanziarla. Soprattutto in fase iniziale ciò può essere un grande limite. Dal punto di vista della gestione contabile e fiscale, invece, SRL e Srls sono uguali.

Dunque il pro di una SRL è la flessibilità massima e la velocità nelle tempistiche, mentre i contro sono nelle spese di costituzione maggiori. I pro della Srls sono relativi alla sua economicità, ma i contro sono la struttura rigida, la difficoltà di trovare un notaio per tali pratiche, l’impossibilità di modifica dello Statuto, la quasi certezza di trasformazione in SRL, tramite nuovo atto notarile.

Conclusioni

Una società è un congegno articolato che consuma le energie di chi se ne fa carico e richiede impegno e costanza per un lungo periodo. Per questo motivo è necessario avere ben chiaro cosa si sta facendo e quali sono gli obblighi e i diritti dei soci. Ricapitolando: la Srls può essere vantaggiosa per via dell’assenza di costi di costituzione, per il basso capitale necessario per iniziare e per la responsabilità limitata dei soci. Allo stesso tempo potrebbe rivelarsi limitante perché non gode di agevolazioni fiscali, perché i soci possono essere solo persone fisiche e non giuridiche, perché soffre di un clima di sfiducia da parte degli enti creditori, e soprattutto perché non è “personalizzabile” e dunque non ha un suo statuto specifico e chi ne fa parte deve stare a regole stabilite a priori, non specifiche per le esigenze della società. Affinché una Srls funzioni, è necessario, che dalla sua costituzione, i soci siano consapevoli che in non molto tempo dovrà tramutarsi in SRL. Piuttosto, quando si ha un progetto imprenditoriale snello che non richiede grossi investimenti, è preferibile scegliere la formula della Ditta individuale.

Livia Cocozza

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