Transizione digitale ed ecologica, il bando simest

Transizione digitale ed ecologica, il bando Simest

Transizione digitale ed ecologica: il bando SIMEST

TRANSIZIONE DIGITALE ED ECOLOGICA

Dal 28 ottobre saranno aperte le domande per il bando Transizione Digitale ed Ecologica delle PMI con vocazione internazionale, con l’obiettivo di rafforzare la competitività internazionale delle imprese incentivandone appunto la transizione digitale ed ecologica.

Ecco cosa troverai in questo articolo

Cos’è, chi lo promuove, qual è l’obiettivo

Tale finanziamento è pensato per essere in regime “de minimis” con co-finanziamento a fondo perduto in regime di “Temporary Framework” (subordinatamente alla preventiva autorizzazione da parte della Commissione europea) per l’implementazione di investimenti volti a favorire la Transizione Digitale (almeno il 50% del totale del finanziamento) ed Ecologica delle PMI e promuoverne quindi la competitività sui mercati stranieri. Transizione digitale ed ecologica è un bando promosso e sponsorizzato da SIMEST (gruppo cdp) in collaborazione con Ministero degli affari esteri e cooperazione internazionale MAECI e Next generation EU (finanziato dall’Unione Europea).

A chi è destinato, cosa e quanto finanzia

Il finanziamento è destinato alle sole PMI italiane, costituite in forma di società di capitali e che abbiano depositato presso il Registro imprese almeno due bilanci relativi a due esercizi completi. Infatti il soggetto richiedente il finanziamento deve essere necessariamente una PMI con sede legale in Italia ed un fatturato estero la cui media degli ultimi due esercizi sia almeno il 20% del fatturato aziendale totale, oppure pari ad almeno il 10% del fatturato aziendale dell’ultimo bilancio depositato. Ogni impresa ammessa potrà ricevere fino a 300.000€, ma comunque una cifra non superiore al 25% dei ricavi medi risultati dagli ultimi due bilanci approvati e depositati dall’impresa.

È previsto anche un fondo perduto che cambia a seconda della regione di provenienza della PMI: fino al 40% per le PMI del Sud (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), fino al 25% per le restanti PMI.

La quota di co-finanziamento a fondo perduto prende ad ogni modo in considerazione i limiti dell’importo massimo complessivo di agevolazione in regime di Temporary Framework per impresa.

Come già detto, le spese ammesse potranno riguardare la digitalizzazione e l’applicazione di pratiche ecologiche: le prime, ovvero le spese per la Transizione Digitale che dovranno coprire almeno il 50% delle spese finanziate ed in particolare:

  • integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali
  • realizzazione/ammodernamento di modelli organizzativi e gestionali in ottica digitale
  • investimenti in attrezzature tecnologiche, programmi informatici e contenuti digitali o consulenze in ambito digitale (i.e. digital manager)
  • disaster recovery e business continuity
  • blockchain (esclusivamente per la notarizzazione dei processi produttivi e gestionali aziendali)
  • spese per investimenti e formazione legate all’industria 4.0 (es. cyber security, big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, simulazione e sistemi cyber-fisici, sistemi di visualizzazione, realtà virtuale e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborative, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine).

Per quanto riguarda invece le spese per la sostenibilità ambientale e l’internazionalizzazione non potranno rappresentare più del 50% delle spesse totali finanziate. In particolare dovranno riguardare: spese per investimenti per la sostenibilità in Italia (es. efficientamento energetico, idrico, mitigazione impatti climatici, ecc), spese per internazionalizzazione (es. investimenti per singole strutture commerciali4 in paesi esteri, consulenze per l’internazionalizzazione, spese promozionali e per eventi internazionali in Italia e all’estero ecc), spese per valutazioni/certificazioni ambientali inerenti il finanziamento, ivi incluso le eventuali spese per le verifiche di conformità agli Orientamenti tecnici della Commissione Europea (2021/ C 58/01) sull’applicazione del principio “non arrecare un danno significativo” (“Do no significant harm – DNSH) ai sensi dell’articolo 17 del Regolamento (UE) 2020/852.

Le spese invece non ammesse dal finanziamento per la transizione digitale ed ecologica sono quelle connesse all’esportazione (bene esportati, creazione e gestione rete di distribuzione, spese legate all’esportazione) e quelle per immobilizzazioni immateriali e finanziarie.

Come partecipare

Ogni PMI potrà effettuare un’unica domanda di finanziamento a SIMEST: al richiedente è richiesta la registrazione sul Portale di SIMEST, la compilazione digitale della domanda in tutte le sue parti con firma del legale rappresentante e infine l’invio. 

Verrà richiesto di accettare le Condizioni Generali del Contratto e di conformità tramite cui il richiedente si impegnerà a rispettare 

(i) Attività e attivi esclusi dal PNRR; 

(ii) Settori esclusi dalla normativa “de minimis”; 

(iii) Conformità dell’utilizzo del finanziamento al principio “non arrecare un danno significativo” (“Do no significant harm – DNSH) ai sensi dell’articolo 17 del Regolamento Tassonomia; 

(iv) Conformità alla normativa ambientale dell’UE e nazionali; 

(v) Conformità dell’utilizzo del finanziamento all’assenza della fattispecie del c.d. doppio finanziamento (ossia il rispetto del divieto di copertura dei medesimi costi). 

(vi) Normativa aiuti di stato. 

Ci sarà una pre-apertura del portale dal 21 al 27 ottobre che servirà a prendere una posizione nella coda virtuale e si potrà, in un determinato momento stabilito dal portale, inserire documenti. Dalle ore 09:30 del 28 ottobre 2021 sarà possibile accedere al Portale per la sottomissione dei moduli di domanda precaricati oppure per compilare una nuova richiesta. Il portale resterà aperto fino alle 18 del 3 dicembre a meno che i fondi a disposizione non vengano esauriti prima.

Conclusioni

Transizione digitale ed ecologica è il bando di SIMEST Cassa Depositi e Prestiti che mira migliorare la posizione delle imprese italiane nello scenario internazionale tramite agevolazioni riguardanti la digitalizzazione e la sostenibilità ambientale. Ogni impresa ammessa potrà ricevere fino a massimo 300.000€ ed è previsto anche un fondo perduto che cambia a seconda della regione di provenienza della PMI: fino al 40% per le PMI del Sud (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), fino al 25% per le restanti PMI. Ci sarà una fase di preapertura del portale dal 21 ottobre. Dal 28 ottobre e fino al 3 dicembre (previo esaurimento fondi) sarà possibile inoltrare le richieste di agevolazioni. Bisogna fare attenzione che ciascuna PMI (codice fiscale) potrà presentare una sola domanda di finanziamento. Nel caso in cui venga creata una bozza di richiesta di finanziamento, l’eventuale creazione di una nuova bozza sostituirà la precedente. Per evitare di incorrere in errori del genere valuta di farti aiutare da esperti nel settore!

Livia Cocozza

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