Titolo secondo capo 3 - finanziamento attivo Puglia 2021

Titolo II – Capo 3 Circolante: finanziamento attivo in Puglia

Titolo secondo capo 3 -finanziamento attivo in Puglia

Premessa alla lettura:

La regione Puglia annualmente rinnova il finanziamento attivo per liberi professionisti, micro, piccole e medie imprese per: creazione di nuove attività produttive, ampliamento di un’attività produttiva già esistente, diversificazione della produzione di uno o più stabilimenti attualmente esistenti (con il fine di ottenere nuovi prodotti da immettere sul mercato), cambiamenti strutturali del processo di produzione nell’insieme di un’attività produttiva già esistente.

Ecco cosa troverai in questo articolo

Chi può richiedere il finanziamento attivo?

Una delle cose principali è capire chi può richiedere il finanziamento attivo in Puglia. Infatti, abbiamo stilato un elenco dettagliato con le relative somme di fatturato che devono essere rispettate per ogni tipologia d’impresa per ottenere l’agevolazione.

Partiamo dalle microimprese, queste per essere tali devono avere meno di 10 persone che vi lavorano e l’impresa non deve superare il totale di 2 milioni di euro l’anno per ottenere il finanziamento attivo. Per quanto riguarda una media impresa le caratteristiche sono sotto i 50 occupati e il bilancio non deve superare i 10 milioni di euro annui. Le imprese di medie dimensioni invece devono ovviamente avere meno di 250 occupate e il fatturato annuale non supera i 50 milioni di euro oppure il bilancio annuo non superi i 43 milioni di euro. Infine, troviamo i liberi professionisti che sono equiparati a piccole e medie imprese come esercenti di attività economiche (Art.12 legge n.81 del 22 maggio 2017).

Quali attività posso realizzare con l’aiuto del Titolo II capo 3?

 

Le attività che possono essere inserite nei parametri del programma di investimento sono varie e diversificate. L’importo per ogni progetto ubicato all’interno della regione Puglia non può essere erogato se l’importo risulta inferiore a 30.000,00 euro. Rientrano nei parametri per l’ottenimento del finanziamento da parte delle attività di: imprese di artigianato, anche in forma cooperativa o consortile, che siano però iscritte negli albi di cui alla legge 443/85 (legge quadro sull’artigianato).

Imprese che realizzano programmi di investimento nel settore del commercio come: attività di vendita al dettaglio e all’ingrosso classificati che arrivano fino ai 2500 mq di superficie.

Le attività che rispecchiano i servizi di ristorazione che viene classificato nel gruppo 56 dei codici ATECO, ad eccezione dei codici 56.10.4 e 56.10.5 che sono rispettivamente il servizio di ristorazione ambulante e il servizio di ristorazione su treno e navi.

Sono incluse invece tutti gli esercizi di commercio elettronico; dove per commercio elettronico intendiamo acquisto di merci per conto proprio e la loro rivendita tramite la rete internet, mediante l’utilizzo di un sito web quella che viene chiamata e-commerce.

Possono aderire anche imprese, non iscritte negli albi di cui alla legge 443/85, che investono nel settore delle attività manifatturiere.

Per quanto riguarda i settori delle attività che possono aderire troviamo: Il settore fornitura di acqua, reti fognarie, attività di trattamento dei rifiuti e risanamento; Il settore delle costruzioni; Il settore dei servizi di comunicazione ed informazione; Il settore sanità e assistenza sociale; settore attività artistiche, ricreative, di intrattenimento e divertimento.

Quali sono le spese ammissibili?

In questo paragrafo andremo ad analizzare quali sono le spese ammissibili al finanziamento. Partiamo con il considerare che le spese che verranno elencate sono molte ma non sempre possono rientrare nell’utilità dell’impresa.

Infatti, analizzando attentamente il documento notiamo che le spese ammissibili sono:

– Entro un limite del 5% dell’importo dell’investimento in materiali attivi, l’acquisto del suolo aziendale.

– Riqualificazione degli immobili e spese per opere murarie

– Acquisto impianti, attrezzature, macchinati, mezzi mobili ma con una piccola eccezione per il settore dei trasporti poiché non sono ammissibili le spese per l’acquisto di automezzi e mezzi di trasporto vari.

– Gli investimenti possono essere utilizzati per migliorare le misure di prevenzione, salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

– Entro i limiti del 5% sono ammesse spese di direzione dei lavori e progettazione ingegneristica.

– Sono finanziabili anche l’acquisto di programmi informatici che sono utili alle esigenze dell’impresa tramite l’acquisto di brevetti o licenze

– Sono ammissibili anche le spese per l’acquisto di programmi informatici.

Invece per quanto riguarda le spese non ammissibili troviamo le voci rispetto a: spese notarili e quelle relative a imposte e tasse; spese di acquisto macchinari e attrezzi usati; regolazione in contanti dei titoli di spesa; le spese di contratti “chiavi in mano” leasing, le spese che non vengono capitalizzate, le commesse interne di lavorazione; l’esclusione di beni non funzionali all’attività d’impresa; acquisti di beni reperibili facilmente.

Infine, si precisa che non sono assolutamente ammissibili le spese relative all’attività di ricevitoria, commercio al dettaglio di generi di monopolio e le attività di giochi, lotterie e scommesse.

Come presentare domanda di agevolazione?

Tutte le domande devono essere inoltrate unicamente da un Soggetto Finanziatore, il quale è accreditato sul sito www.sistema.puglia.it  attraverso la procedura via internet “Titolo II capo 3” sulla pagina dedicata messa a disposizione dalla Regione

Solo successivamente alla deliberazione di concessione del finanziamento sarà inviata la domanda di agevolazione e la relativa documentazione da parte del Soggetto Finanziatore. Quest’ultimo ha l’obbligo di deliberare il finanziamento bancario e avviare in modo telematico la domanda entro un massimo di 6 mesi rispetto alla data di ricevimento della stessa da parte dell’impresa proponente, ovvero quella che richiede il finanziamento tramite progetto, pena l’eliminazione della posizione telematica della procedura di agevolazione e decadenza della domanda di aiuto.

Ottenuto il codice di pratica a seguito della presentazione della domanda presso un soggetto finanziatore, l’impresa o il soggetto proponente deve registrarsi obbligatoriamente al portale dedicato al bando in questione, eseguire la procedura di attivazione del profilo e per ultimo accreditarsi per la pratica specifica. Quando questa fase sarà completata il soggetto proponente potrà operare sulla pratica e caricare tramite il portale tutta la documentazione utile e necessaria affinché venga raggiunto il completamento delle verifiche istruttorie nel caso sia richiesta da Puglia Sviluppo SPA.

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